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Sunday, 27 October 2019

Joker: l'occasione mancata


SPOILER ALERT a vostro rischio

le parole così sono dei link

Il problema di "Joker" è che non va fino in fondo, per mancanza di coraggio forse o per mancanza di abilità. Tre, due, uno: vai con la politica.

Chiariamo che da un punto di vista tecnico "Joker" non ha molti punti deboli: fotografia, montaggio, interpretazione di Phoenix e regia non invasiva, tutto di buon livello.
Ma questo non è un blog di critica cinematografica, è il blog delicazzimia e delle mie tendenze anarchiche.

Ad alcuni potrebbe sembrare che il film reinventi la figura del Joker, ma non è così. Phillips e Silver, gli autori, rubano e prendono in prestito elementi da varie opere precedenti (non c'è niente di male).
Arthur Fleck è un comico fallito come in "The Killing Joke", subisce degli abusi da bambino come racconta in "Mad Love" o in "The Dark Knight", è afflitto da una forma di psicosi, da delirio e da altri disturbi come in molte altre versioni delle sue origini.
Le sue azioni finiranno per ispirare involontariamente dei moti sociali, come nella serie televisiva "Gotham" (serie con pochi alti e molti bassi).


L'elemento meno abusato è quello del ribaltamento di un'altra figura della mitologia batmaniana: il patriarca Thomas Wayne.

Spesso descritto come un filantropo, un benefattore, un santo incorruttibile, un faro morale nella vita di Batman, qui viene ripreso da un'angolazione decisamente più interessante.
Thomas Wayne è parte di un'elite paternalista, che apostrofa il popolo in ribellione come "pagliacci", dichiara in un suo discorso politico di essere l'unica salvezza, l'unica speranza, per la popolazione che soffre la miseria, è arrogante e lapidario nei suoi interventi televisivi ed emette giudizi di valore esclusivamente in base al livello di istruzione delle persone.
La sua corsa per la posizione di sindaco di Gotham City, che porta la maschera della mobilitazione, dell'azione concreta per il miglioramento, è in aperto contrasto con il fatto che ignora da anni le richieste di aiuto di Penny Fleck, sua ex dipendente nella miseria, e finisce per prendere a pugni Arthur, una persona visibilmente in difficoltà e non nel pieno delle sue facoltà mentali.

La colluttazione tra Artur Fleck e Thomas Wayne si svolge ad un evento dell'alta società: la proiezione di Tempi Moderni.
Il film di Chaplin denuncia le brutture del Fordismo, della catena di montaggio e dello sfruttamento del lavoro nella società dei primi del '900, il trampolino che ha permesso alle grandi fortune occidentali di distanziarsi rapidamente dal resto dell'umanità.
Wayne e gli altri ricchi borghesi in smoking osservano divertiti lo spettacolo sul grande schermo, in quella che forse è la metafora più riuscita del film: l'iperclasse senza empatia, senza morale, al di sopra di tutte le regole, che ride delle sfortune dei dominati.

Ma che dici? Non vedi com'è contento?
Il film non è così bello come alcuni vorrebbero far credere, molte delle critiche negative però sono semplicemente stupide.
L'hanno definito troppo squallido e tetro non abbastanza divertente. L'origine del Joker esposta nella pellicola mette davanti al naso di una certa critica giornalistica, spesso tagliata fuori dalla realtà, quello che ha rifiutato di vedere per decenni.
Gli eventi non prendono forma improvvisamente, senza motivo, da una nuvoletta di fumo azzurro: il terrorismo emerge dalle politiche estere guerrafondaie atlantiste, i flussi migratori sono il risultato del post-colonialismo che preda risorse e territori altrui, la radicalizzazione è il prodotto della marginalizzazione degli indesiderati e della progressiva esasperazione delle differenze tra classi.

Altri hanno affermato che incita o legittima l'azione violenta, questi signori dovrebbero andare a rivedere i pilastri della loro cultura "liberal", da Martin Luther King che perentoriamente affermava "la rivolta è il linguaggio degli inascoltati", a Kennedy che ammoniva "Coloro che rendono impossibili le rivoluzioni pacifiche, rendono inevitabili le rivoluzioni violente."

Parliamoci chiaro, quello che manca in questo film è una
signorina sexy per fare una Harley Quinn tutta matta e scollacciata.
L'abc del cinema proprio.
La critica che credo si possa fare è quella di una certa mancanza di spessore generale, il film sembra voler dire qualcosa di importante ma alla fine racconta poco e male dei supposti pericoli della marginalizzazione, del vago collasso dei legami umani, l'incremento dell'isolamento degli individui (la sensazione di essere soli in una folla) e di una politica che tende ad esasperare il tutto tagliando sui servizi sociali.
Gli elementi ci sono, ma non prendono mai veramente forma.
"Joker", come suggeriva internet un paio di ere geologiche addietro, è a un passo dal far esplodere tutta la narrativa fascista di Batman rivelandolo per quello che è: un miliardario ipertrofico che va in giro mascherato a prendere a calci persone afflitte da infermità mentale.
Ma non lo fa.

Forse è perché il nostro punto di vista è quello distorto del Joker, filtrato attraverso una mente che non funziona correttamente, o forse è perché in fondo il personaggio richiede un certo livello di incoerenza per poter ricoprire il suo ruolo di criminale erratico ed imprevedibile.
Quando alla fine si erge tra la folla urlante per mettersi in posa, quello che fino ad ora era un emarginato privo di carisma, cerca di cogliere al volo l'occasione per diventare leader di una massa informe ... ma non è chiaro come e secondo quali qualità o principi.

Poteva nascere un Joker anarchico (nell'accezione intellettuale del termine), profondamente cosciente delle fratture sociali, votato a sovvertire l'ordine costituito, nemico giurato di un Batman protettore dello status quo.
*sigh
Invece rimane, mestamente, un individuo fragile, instabile e fondamentalmente superficiale nel suo narcisismo, andando in fondo a suggerire, forse inavvertitamente, che la dissidenza è un gioco puerile e sciapo.
Gli uomini adulti vestono orecchie a punta. Almeno così dicono.

questo articolo è stato scritto ascoltando

Polyphia -  New Levels New Devils (2018)

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avevi dunque proprio voglia di rompere i coglioni quindi