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Tuesday, 17 December 2019

Watchmen è una schifezza e ti spiego perché

La locandina però è bella
Precisiamo, non sono un integralista, e mai lo sarò.
Proprio per questo l'idea di una serie televisiva che potesse raccontare il seguito del fumetto di Alan Moore mi ha da subito intrigato.


Con l'opera originale ho un rapporto strano, diverso da quello che hanno altre persone con cui ne ho discusso. Per prima cosa non riesco a digerire la narrazione prolissa di Moore, Watchmen è troppo lungo e francamente indulge con eccessiva compiacenza nelle trame sotto le lenzuola e nella storiella della Black Freighter.
Sta roba della storia nella storia, che è tutto una metafora che corre in parallelo alla storia principale è solo una gran pippa, e Moore è un masturbatore compulsivo.
Però i supereroi con i difetti, le debolezze e i lati oscuri è la tematica perfetta per contrastare il positivismo al neon di quella decade aberrante che sono stati gli anni '80.
Il finale poi è leggendario.

Adrian Veidt è l'uomo più intelligente del mondo, ed ha davvero a cuore il destino dell'umanità, proprio per questo decide di sacrificarne una bella fetta in nome della creazione di un nemico comune, una minaccia che possa unire il pianeta e porre fine alle guerre.
Alla fine ha persino un dubbio e cerca conferma nel Dr Manhattan, perché l'idea di aver massacrato milioni di persone per niente è qualcosa con il quale non può scendere a compromessi.
Rorschach è il suo naturale contrario, perché vuole fare la cosa "giusta" ma per i motivi sbagliati, persentando così un dualismo come raramente si era visto nel mondo della narrativa.
Il film di Snyder fece infatti l'errore imperdonabile di dipingere Veidt come un'egocentrica checca nazista vestita di pelle in preda ad un raptus sterminatore motivato da uno smodato narcisismo. Lo capirebbe anche un mollusco che la caratterizzazione di Veidt cambia radicalmente tutto il senso della storia.
Infatti Snyder si è poi scoperto che appartiene al regno minerale.

Quindi riassumendo: protagonisti grigi e scelte questionabili in uno spettro morale altrettanto grigio.
Non per niente Watchmen è considerata un'opera capitale per il mondo del fumetto.

quando si ha una cosa bella, l'importante è mungerla per capitalizzare
chiaro no?
La serie televisiva, sbaglia nuovamente tutto e, come spesso in questi casi, lo si scopre proprio alla fine, dopo essersi dati un tono per otto puntate.
Anche se gli autori sembrano voler a tutti i costi suggerire quanto i personaggi siano sfaccettati e poliedrici, la verità è che si rivelano piuttosto bidimensionali.
In fondo il nonno in carrozzella è soltanto l'ennesimo vecchio sul sentiero della vendetta, Angela è l'infallibile donna d'azione con un passato che ne giustifica lo sguardo perennemente incazzato, per Looking Glass si sono dati la pena di scrivere le origini ma non il resto del personaggio mentre Don Johnson è chiuso nel ruolo di doppiogiochista per un paio di puntate.
Chiaramente Veidt, la bussola, è mutato in un egocentrico e pittoresco personaggio senza spessore, esclusivamente ossessionato dalla sua persona, mandando nuovamente a gambe per aria il senso dell'opera originale.

La trama? In maniera molto poco sorprendente è un costante riferimento alle tensioni razziali negli USA contemporanei, l'ennesima produzione politicizzata che congeda tutti i dibattiti con una sommaria semplificazione: bianchi cattivi e razzisti omofobi (c'è letteralmente il Ku Klux Klan di mezzo), neri buoni e oppressi.

La protagonista Angela Abar, invece, sorprendentemente non è soltanto il prodotto di un'operazione di pinkwashing. Nonostante sia anche lei poco più spessa di un foglio di carta, almeno non è lì esclusivamente per sponsorizzare il girl power e a promuovere la castrazione come sostituzione alla scrittura dei dialoghi, quel compito è lasciato a Silk Spectre che bullizza tutti gli uomini che incontra, riducendo la complessità del personaggio a quella di Bitch Puddin.
Certo Abar spunta quasi tutte le caselle progressiste, essendo donna, afroamericana, indipendente e (ovviamente) atleticamente dotata come un uomo di 40 chili più pesante ... ma almeno il suo arco narrativo non gravita esclusivamente intorno all'estinzione del maschio dominatore.

Silk Spectre mostra un lato diverso solo nei suoi momenti amarcord per il pisellino blu
L'altro aspetto decisamente mal riuscito riguarda la figura del Dott. Manhattan.
Da una parte i disastri narrativi sono inevitabili quando si cominciano a mischiare concezioni complesse della linea temporale e poteri pressoché illimitati, dall'altra la sua unica funzione nella storia è quella di McGuffin sia per i protagonisti della storia, che per lo spettatore che ne attende spasmodicamente la comparsa.

Ma è una versione ritardata del pisellino blu: è tornato sui suoi passi riguardo ai suoi sentimenti nei confronti degli umani, il suo legame con Abar è narrativamente debole, la sua dipartita fondamentalmente stupida e incongruente.

e invece no, caro pisellino, sei destinato a tornare sui tuoi passi
a causa degli irresistibili meriti del progressismo un tanto al chilo
Insomma mi domando perché autori e produttori insistano nel volersi appropriare di opere già esistenti se poi è per stravolgerle nella loro essenza e raccontare una storia peggiore, a questo punto meglio partire da zero ed evitare scomodi paragoni.
Non c'è amore per l'opera originale, i suoi personaggi e le sue tematiche, c'è solo voglia di stampare un brand noto sulla confezione per poter vendere meglio un prodotto.

La serie in se non è propriamente brutta, è solo fastidiosamente trascurabile dato che in 9 ore non riesce a grattare oltre un'analisi sociologica e psicologica estremamente superficiale e stereotipata.
Lentamente tutto collassa, nonostante le basi lasciate da Moore alla fine del fumetto originale potessero aprire infinite porte verso scenari di distopie sociali e governative più interessanti di quattro mercanti di lattuga rimasti culturalmente fermi agli anni '50.
Ma come resistere alla tentazione di mettere in scena un manipolo di cenci bianchi con l'accento del sud (perché gli stereotipi sono brutti solo in un verso) e potersi prendere gioco ancora una volta dell'elettorato xenofobo che ha votato Trump?

Prenderli per il culo e trattarli come nazisti ritardati ha funzionato così bene l'ultima volta, vero?

questo articolo è stato scritto ascoltando

Charles Mingus - Oh Yeah (1961)

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avevi dunque proprio voglia di rompere i coglioni quindi