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Thursday, 14 April 2016

Fanteria Montenapoleonica: Volteggiatori del Fuorisalone


Sono le 10 di sera ed esco dalla palestra, inforco la bicicletta sotto una leggera pioggia e viro deciso verso Pt. Genova.
Un insolito volume di corpi occupa prepotentemente strade, marciapiedi e binari del tram.
Bestemmio.
E' il Fuorisalone Demmerda™, un evento organizzato da designer, producers e addetti alla comunicazione sottopagati per un pubblico di designer, producers e addetti alla comunicazione disoccupati.

Praticamente una roba che si alimenta da se stessa: sulla carta è un modello economico che non ha senso, ma nessuno usa più la carta per i grafici, solo superfici tattili con contorni smussati e profili ultra-thin.

una slide del business plan del fuorisalone
Rallento cercando di lanciare lo sguardo un paio di macchine avanti e trovare uno spiraglio, ma sto rallentando troppo e il mio corpo mi lancia un segnale: se perdo l'inerzia la prossima pedalata sarà letale per il mio polpaccio destro, quello che mi ha regalato un gioioso crampo venti minuti prima.
Con decisione sposto il peso in avanti e mi infilo in uno spiraglio di pedoni, punto la ruota anteriore davanti ad un taxi immobile e lascio scivolare la posteriore sulla strada bagnata: passo per un pelo.
Mi serve un secondo buono per riprendere velocità e faccio a tempo a captare una voce alle mie spalle.
E' un "vaffanculo" che si strozza nella gola di chi lo sta pronunciando giusto prima di arrivare a metà.
Mi volto e una coppia immobile guarda nella mia direzione, lui sta osservando palesemente la mia sacca, sulla quale campeggiano in bella vista i miei guantoni da pugilato.

Ora mi rivolgerò a te, figurante della mondanità milanese.

Tu non puoi sapere che io stasera ho preso una slavina di pugni, guadagnando anche un paio di figure barbine, e la sola idea di scendere dalla bicicletta per un confronto maschio mi fa contrarre il viso in una smorfia di dolore.
Stai però improvvisamente realizzando che la tua cintura nera in Free Drink non è abbastanza per far valere le tue ragioni in un diverbio con qualcuno che, dagli indizi a tua disposizione, credi possa praticare sport di combattimento.
Non sospetti che anche io, come te, sono il prodotto di questa società devirilizzata, che anche io rifuggo dall'idea della violenza bruta per risolvere questa controversia.
Sai però con certezza che la tua alimentazione a base di sushi cinese surgelato e pacchi alimentari spediti "da giù" ti ha reso molle e lento, e nella tua testa contrasta l'idea che io, invece, sto uscendo da un allenamento in bicicletta: e questo per te rappresenta l'acme dello stoicismo sportivo.
Ignori però che lo faccio con riluttanza esclusivamente perché non ho la macchina, e questo è il mio unico mezzo di spostamento autonomo.
Si narra che l'invenzione del pavé (noto fondo stradale sconnesso caratteristico di Milano) sia posteriore a quella della bicicletta, poiché questi signori avevano l'aria di divertirsi troppo e urgeva trovare un modo di cagare loro il cazzo.
Così ora devi far lavorare la mente, veloce, per trovare le parole giuste che non ti facciano sembrare un eunuco con i pantaloni risvoltati agli occhi della minigonnata che ti sta a fianco.
Cerchi di attraversare rapidamente la strada, lei sentenzia <oh!>, il taxi lascia la frizione e ti blocca la strada. Tentenni.
E arriva il colpo di grazia: mi fermo.
Sia chiaro non mi fermo per "fare brutto", mi fermo perché c'è un casino infernale di playmobil tutti uguali a te, con la barba e il risvolto, che intasa ogni via percorribile nel raggio di kilometri.
Però mi giro nuovamente nella tua direzione, per riflesso.
Mi guardi di sfuggita e sento le tue parole <dai che facciamo tardi>
Preoccuparsi di "fare tardi" ad un evento come il Fuorisalone, che dura fino a TROPPO e si compone di eventi tutti identici che si riproducono per mitosi ad intervalli regolari, è come preoccuparsi di tornare a casa e non vedere le tette di Carice Van Houten in Game Of Thrones: sei per tempo in qualsiasi momento arrivi.
Così, mentre la familiare silouette di una sessione masturbatoria prende forma all'orizzonte della tua serata (stasera sicuro non scopi dopo questo exploit), io pedalo sorridente verso casa: Alpha as Fuck senza meriti effettivi.

questo articolo è stato scritto ascoltando
Hiatus Kayiote - "Choose your weapon" (2015)

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avevi dunque proprio voglia di rompere i coglioni quindi