Friday, 3 April 2015

Desiderio di rinascita

Helene Jegado, bretone con approssimativamente 36 anime
sulla coscienza.
Se non avete letto "Fleur de Tonnerre" di Jean Teulé, rimediate al più presto.
 "Of all the fucking places in this fucking country, was the fucking Peroogyah the only choice?"
Sussurra Amanda con voce roca.
L'Umbria è un luogo perso nell'entroterra italico, senza sbocchi sul mare (che è tutto dire per una penisola a forma di stivale situata al centro del Mediterraneo), concettualmente lontano anni luce dalla modaiola Milano, dalla perversa Roma o dall'affascinante Venezia.
E' solo una informe pezza di colline e montagne, puntellata di fatiscenti architetture cinquecentesche immerse in un soffocante verde.
A Perugia la vita si ferma alle nove e mezza di sera, per chi viene dalla West Coast americana è come frenare in salita.

"Senti bionda non ti pago per digrignare, inforna la prossima mandata di bicchieri in lavastoviglie e vai a sparecchiare i tavoli fuori, non perdere tempo."
Intima distrattamente il signor Lumumba.
Da sopra la spalla Amanda rilascia uno sguardo carico di rabbia femminea.
Mentre apre la porta del locale per dirigersi verso i tavolini esterni nota Raffaele in piedi sull'altro lato della strada.

Sfigato come un biglietto della lotteria del mese precedente.

Amanda è carina, si potrebbe dire anche bella ma, a Seattle, nel suo liceo è sempre stata relegata allo status di Figa-Beta.
Quarant'anni di filmografia statunitense ci illustrano usi e costumi della società americana nella seguente maniera:
le Fighe-Alpha sono quelle che vincono concorsi di bellezza locali, vestono alla moda, organizzano feste estremamente popolari e si fanno montare come il Meccano dall'intera squadra di football della scuola.
Il top-score di Amanda è stato il bassista di una cover band dei Faith No More.
Tutti sanno che la gerarchia, in ordine di importanza, è: cantante, chitarrista, batterista e infine bassista, battuto, nel raschiaggio di barile, solo dall'eventuale presenza di un tastierista.
Amanda è una Figa-Beta.
Alla veglia del suo viaggio in Italia c'era fermento in lei, un nuovo inizio, una pagina bianca, un terreno immacolato su cui costruire la sua rinascita come regina delle turbo-stronze in un paese prossimo al terzo mondo. Lei, forgiata da mille catfight nella terra dei padri fondatori.
Poi l'impatto con la realtà.
A Perugia la popolazione maschile si divide tra anziani nostalgici di qualcosa di nostalgico, trentenni senza una carriera e, tratto comune al resto d'Italia, studenti Pugliesi fuori sede.
Raffaele è di Giovinazzo, provincia di Bari, e studia Ingegneria Informatica all'Università di Perugia.
Il perfetto curriculum di chi può raggiungere il quarto Dan in "Hover Hand" prima dei 25 anni.

La Saponificatrice di Correggio, record femminile Italico
con solo 3 cadaveri, ma tanta fantasia e spirito imprenditoriale.
Lei lo usa come factotum, il primo di quello che sarà, secondo i suoi piani, un esercito di leccapiedi.
Lui ha intravisto il lato del suo seno da sopra la canottierina un pomeriggio al parco, da quel momento ha deciso di applicare il metodo Bostik, adesivo universale.
Lei, in assenza di quarterback, si fa sondare il colon da tale Rudy, giocatore di basket non professionista, che rappresenta il miglior sincretismo a disposizione tra una fantasia dello stupro e lo sprint di un ladro di autoradio.
Ma Raffaele non sospetta niente, intento a fantasticare su quel piccolo neo quasi coperto dall'estremità della coppa del reggiseno.

"Allora questi tavoli?" urla il signor Lumumba agitando uno straccio.
Un'altro sguardo sopra la spalla che scandisce la parola "vendetta".

Non è una sera come le altre: è Halloween. O quasi, perché ad Halloween lavorava, quindi Amanda ha deciso di festeggiare la sera dopo.
I pugliesi fuori sede, sono tornati tutti nel tavoliere approfittando del ponte per i morti, ma è comunque riuscita a far girare l'invito tra alcuni studenti stranieri, delusi quanto lei dalla movida Perugina.
Per seguire la grande tradizione statunitense il party sarà a base di storie paurose e cocaina, la seconda gentilmente fornita da Federico, giovane incontrato sul treno che aveva progetti ambiziosi per una start-up incentrata sul commercio di droga.
Per dovere di cronaca Amanda, con notevole fiuto per gli investimenti, decise a suo tempo di incentivare questo giovane lasciandogli libero accesso alle sue mutande in cambio dei servizi offerti dalla sua neonata azienda.
Successivamente l'incontro con Rudy fece emergere, sotto molteplici aspetti, dei grossi dubbi sul potenziale di Federico.
Ma quella sera, fuori dal locale, c'è Raffaele.
Gli è arrivata voce della festa e ha con se un sacchetto di Puff al formaggio e il DVD di "Scary Movie" sotto braccio.
Quinto Dan raggiunto istantaneamente.

Vera Renczi, bella come un'attrice, si ferma a 35 tacche.
I pochi studenti che si erano presentati sono fuggiti rapidamente alla visione di Rudy, già fatto come una biglia al minuto 2 della serata, intento a ballare sul divano della sala in calzini e boxer decisamente troppo corti.
La festa è un buco nell'acqua, e ora che è andato via anche Federico, con la sua mistura di psicotropi e Viakal, solo "Umbrella" di Rihanna lacera il silenzio della casa.
Con l'occhio vitreo, in un angolo del divano di cui sopra, c'è una coinquilina di Amanda, ipnotizzata dalle movenze del ballerino, e poi c'è Raffaele che la segue per tutta casa covando il sogno di poter espugnare Fort Knox.
Mentre è in cucina a tagliare la pizza avanzata, in modo da poterla riporre in comodi contenitori sottovuoto, la consapevolezza dell'ennesimo fallimento la pervade. Anche stavolta, anche a migliaia di chilometri dalla pioggia della sua città, non è riuscita a sfiorare quel potere che tanto agognava.
Scorrono le immagini dei balli studenteschi vissuti da comparsa, foto degli spring breaks in cui compare sullo sfondo, flash di generiche dediche sugli annuari. Decine, centinaia di podi sui quali non è mai stata.
Una lacrima le segna la guancia.
Poi qualcosa la riporta alla realtà, una sensazione bizzarra di granulosità, come sabbia, un odore chimico pungente, qualcosa le serra il braccio: è la mano di Raffaele.
Lui, con fare sicuro, poggia il sacchetto di deliziose palline di mais al formaggio e sfoggia il suo miglior sorriso, al netto del contorno di polvere giallastra sulle labbra.
Amanda lo scansa bruscamente e torna in sala.
Con sua sorpresa non c'è nessuno.
La copertina di Scary Movie, sul tavolino della sala, riflette i mille colori proiettati dalle lampade coperte con tovaglioli colorati produzione IKEA.
Un dubbio la assale, a grandi passi copre la distanza tra la sala e la stanza della sua coinquilina. Apre la porta.
Solo la testa di Rudy emerge dal letto mentre, supino, osserva compiaciuto il piumone che oscilla.
Davanti agli occhi di Amanda stava svanendo anche l'unica buona giocata di questa partita persa.
Abbassa lo sguardo.
Ha ancora in mano il coltello con cui stava tagliando la pizza.

E' un attimo, un battito di ciglia, piume d'oca cadono al rallentatore, Rudy balza fuori dal letto completamente nudo.
Raffaele prende mentalmente delle misurazioni.
Amanda si guarda intorno assente.
Rudy raccoglie le prime cose trovate a terra per potersi coprire, alcune appartenenti alla defunta coinquilina, e salta fuori dalla finestra.
Raffaele viene assalito da un dubbio legittimo.
Amanda torna in se, e scende dal letto.
Raffaele cerca di connettere il sistema metrico decimale al relativismo di Protagora.
Amanda lascia abilmente cadere una spallina della sua canottierina, poi si volta verso il suo sottoposto e sussurra:

"Tu mi darai una mano vero?"

Lo sguardo di Raffaele indulge sull'attaccatura tra spalla e collo, poi scende verso il petto dove la piega del seno nasce per poi scomparire sotto il bordo della maglietta.
Ripiega le labbra verso l'interno della bocca attingendo agli ultimi avanzi di dorata bontà.
Si concentra.

"Si ma, come facciamo?"

Un'ultima solitaria piuma sfiora il viso di Amanda, che girandosi verso la finestra proferisce con fare sicuro:

"Se questo paese è ignorante la metà del mio, ho giusto l'idea che fa per noi"

Questa è una ricostruzione a scopo parodistico, non è da considerarsi attendibile o realistica nel delineare fatti e personalità citate.

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avevi dunque proprio voglia di rompere i coglioni quindi

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