Thursday, 2 October 2014

Venezia è 'nammerda - Ouverture

Noveunquartodelmattinoporcoddio e, mentre mi reco in
negozio a dirigere il circo del consumismo, questa è la
fila per entrare a visitare S.Marco.
Aneddoto, che da solo, è un distillato di capitalismo.
Sì, ho una tracolla e la cravatta slacciata da vero guappo.
Venezia è una città unica al mondo.
Sì, bravi, ma mai nessuno che si chieda il perché.
Forse che costruire una città su una palude stagnante è un 'idea del cazzo? Forse.

Intanto questa estate mi ci hanno trasferito, per lavoro, tre settimane, e ho avuto il tempo di sviluppare una profonda idiosincrasia per questo patrimonio mondiale dell'umanità, titolo ben meritato dato che l'umanità, generalmente, è lercia e poco funzionale.
Esattamente come Venezia.

Caratteristica distintiva della città è la peculiare struttura urbana che si appoggia ad una fitta rete di canali.
Questo complesso labirinto idrico svolge primariamente due funzioni: in primo luogo sabota l'integrità di strade e palazzi, grazie all'erosione lenta e costante, stimolando spese stratosferiche per gli interventi atti a procrastinare il catastrofico, ineluttabile, collasso.
A fianco ricopre i compiti di SISTEMA FOGNARIO.

I veneziani affidano il loro prodotto scatologico alla laguna, che grazie all'effetto delle maree svuota e riempie i canali, portandosi via l'indesiderato. O quasi.
Nel senso che questa storia va avanti dai tempi delle palafitte, con una popolazione sempre in crescita, con i picchi del turismo, e, cacata più cacata meno, i Veneziani possono vantarsi di avere un posto in prima fila sulla più grande fossa biologica a cielo aperto mai creata.

La natura che incontra (una parte del) l'uomo.

E' che un tempo, questo sistema automatizzato di scarico, aveva vantato a Venezia la fama di "città salubre", forte del fatto che altrove la cacca la si doveva portare via a mano.
Per dovere di contesto storico, è bene ricordare che ai tempi si dibatteva ancora sulla forma della Terra e sulle proprietà benefiche del farsi cavare sangue come terapia ricostituente.

E allora voi direte: vabé anche Amsterdam c'ha i canali, mica je stai a rompe er cazzo agli olandesi, no?

Si ma Amsterdam affaccia fondamentalmente sull'oceano, con le correnti forti dei mari del nord che si infrangono sulle coste, pulendo e rinnovando tutto con vigore maschio e vikingo.
Venezia giace in una palude ristagnante situata alla fine di quello che si potrebbe definire un "vicolo cieco marittimo", parte di una grossa pozza salata e sigillata chiamatasi Mediterraneo, che all'oceano je fà 'na pippa in quanto ad irruenza.

In queste acque, una mattina, ci ho visto un gondoliere pucciarci la spugna, intento a pulire gli interni della sua gondola in vista di una lunga giornata di vogaggio turistico.
Il costo di una gita con questi signori può essere trattato esclusivamente in organi umani, anime o figlie vergini (tornerò su questo ultimo punto), questo per sottolineare che la pratica del salasso non è davvero passata di moda da queste parti.


Giorni dopo tornai munito di macchina fotografica
ad immortalare il momento come monito per i posteri.
Aimè non ebbi la fortuna di un'inquadratura
panoranoscopica dolbisulraun come durante il
primo fortuito incontro.
Ma si vede uguale.
E poi mica mi pagate per far ste cose diocan'.
Alla luce di queste analisi mi sembra giusto concludere con una riflessione:

Milioni di persone, ogni anno, trovano estremamente romantico spendere moltissimi soldi per navigare dei canali di scolo, su una barca dai colori funebri, pulita con una spugna intrisa di merda e piscio, rimirando lo scorcio di una enorme cloaca.

Deal with it.


p.s.
Si, ci saranno altri post su quanto fa schifo questa città, e hanno tutti lo scopo di farvi rimpiangere le foto della vostra scappatella romantica veneziana. Sucatemmerde.

No comments:

Post a Comment

avevi dunque proprio voglia di rompere i coglioni quindi

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...