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Propaganda interna

Monday, 29 October 2018

Tutto questo è oltraggioso.

Indecente
Su internet gira da stamattina la foto di una signora con una maglietta che mi ha fatto riflettere.
In tutta onestà non credo che il designer abbia necessariamente seguito per filo e per segno tutto il ragionamento che sto per enunciarvi, ma devo dire che alla fine un sorriso me lo ha strappato.
Sarà perché amo profondamente il cinismo e l'umorismo politicamente scorretto, ma ci vedo diversi livelli di lettura che si incastrano perfettamente in una presentazione che è oltremodo un oltraggio alla decenza ... e per questo mi ha colpito alla ghiandola della risata.

Per prima cosa la leggenda vuole che Walt Disney fosse un antisemita di quelli veri (qui). Non che fosse un'eccezione, dato che gran parte delle personalità e degli intellettuali nati prima del 1940, da Victor Hugo al Generale Patton, passando per il presidente degli Stati Uniti Harry Truman e Immanuel Kant si sono concessi riflessioni apertamente antisemite senza troppi problemi.

Quindi la sovrapposizione dell'antisemitismo con la figura di Disney, e quello che rappresenta, è un primo elemento comico non indifferente, usato per altro anche da Seth MacFarlane in Family Guy (qui), senza contare che ricontestualizzare il nazimo è un espediente comico usato con frequenza nell'ambito della commedia (link: Monty PythonsMitchell and WebbFry and LaurieCollege Humor e Super Science Friends) sfruttandone il carattere irredimibile di male assoluto.

C'è però un'altra parte straordinariamente comica, che stavolta sono sicuro sia involontaria: il parallelismo con lo sterminio degli indiani d'America e la maniera in cui viene trattato.
Cifre alla mano è l'opera di "pulizia etnica" più imponente della storia dell'umanità: alcuni stimano tra gli 80 e i 100 milioni di individui (qui), accumulando civiltà precolombiane e indigeni del nord america.
Raccapricciante su talmente tanti livelli che qualsiasi altra cosa passa in secondo piano.
Se per la Shoah (6 milioni di morti) ci sono innumerevoli film, documentari, monumenti e giornate internazionali presentate in toni di assoluta contrizione e serietà, per gli indiani d'America, nei parchi tematici della Disney, c'è una celebrazione di natura completamente diversa.

Qui il video:



Ci sono le ricostruzioni delle sparatorie tra i "selvaggi" e i "cowboys", i costumi sgargianti, birra e popcorn per il pubblico e chiaramente Cip e Ciop che suonano il banjo.
Non posso fare a meno di chiedermi che tipo di spettacolo proporrebbe Auschwitzland, tra musical a base di marcette militari e Pippo in pigiama a righe, ma sopratutto quale sarebbe la reazione di tutte le associazioni del caso, del governo Israeliano e del partito, sempre nutrito, degli indignati un tanto al chilo.

Mi chiedo il perché di questo scarto nella valutazione, perché a parità di cinismo una cosa è accettabile e l'altra no.
Adesso che è uscito Red Dead Redemption 2 (qui) instagram e facebook sono inondati di selfie con Stetson e bandana, ma sarebbe meno accettabile veder pululare berretti con il teschio e fascia sul braccio dopo il lancio di un Wolfenstein (qui).

Magari se i tedeschi avessero vinto la guerra avremmo avuto anche noi un'inflazione di film di genere, un po' revisionisti, con una versione di John Wayne decisamente più marziale e sottotitoli come "La Luger più veloce delle Ardenne". Johan Wasser a cavallo della sua R75.

Sono scandalizzato, internet è una brutta persona!
Chiaramente a Predappio ci vanno quelli che in queste cose ci credono per davvero (e i giornalisti in cerca di qualcosa di succoso da pubblicare), c'è forse dell'umorismo dietro la maglietta ma dubito che sia sano e disinteressato come quello dei Monty Pythons.
Il botta e risposta tra i turisti in nero e gli offesi della tastiera però rivela ancora una volta a cosa si è ridotto il dibattito politico: gli antifascisti dello smartphone con la loro analisi approssimativa vs quattro nostalgici subumani armati di magliette ironiche.

Mentre il fascismo vero, quello che censura e limita internet con decisioni prese dall'alto senza il consenso del popolo (qui), non è stato neanche nominato per sbaglio questa settimana.
Bafangule.

questo articolo è stato scritto ascoltando

Pete Thorn - Guitar Nerd  (2011)

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avevi dunque proprio voglia di rompere i coglioni quindi