Friday, 7 December 2018

Giallo come la bile: la Francia spiegata agli italiani

trad: "malcontento, tasse, imposte, i piccoli redditi stanno morendo"
Le parole in rosso sono dei link.
Mi trovo costretto a constatare che, come da tradizione, le informazioni che arrivano dall'estero vengono filtrate, adattate e distorte (alla bisogna) dai nostri media nazionali e presentati al cittadino in maniera inattendibile.
Cercherò dunque, al mio meglio, di togliervi di impaccio e fornirvi il punto di vista di una persona che segue i media francesi e i canali youtube in lingua, esattamente come feci per il caso Charlie Hebdo.



Alcuni cittadini Francesi, a seguito degli annunci sul rincaro della benzina, hanno cercato di organizzare una manifestazione attraverso l'aiuto delle piattaforme social.
La natura della manifestazione è dal primo momento concepita, se così si può dire, in maniera atipica: non ci si propone di radunarsi in un singolo corteo, ma di bloccare diversi snodi stradali nelle città e nelle campagne di tutta la Francia, in gruppi di poche persone. Data del primo evento "Gilets Jaunes" è il 17 Novembre.

La cosa non sembra preoccupare molto il governo e i suoi rappresentanti, di manifestazioni se ne organizzano tante e la maggior parte svaniscono ancora prima di prendere forma.
Strategicamente, in un ottica di mantenimento del potere, non dare credito a tutte le singole alzate di testa popolari potrebbe anche sembrare una mossa corretta. In fondo perché esporsi al dialogo se si può attendere che le cose scemino autonomamente.

Problema, la manifestazione non solo è un successo, ma nei giorni a seguire guadagna ulteriormente in ampiezza ed intensità.
Al momento attuale sono 3 settimane che i Gilets Jaunes martellano incessantemente le strade di tutto il paese (circa 2000 punti di bloccaggio il primo giorno), riversandosi copiosamente sopratutto su Parigi a partire dalle 6 del mattino (il che significa svegliarsi alle quattro per chi abita fuori città).

La risposta del governo francese si è fatta molto attendere.
Da prima il presidente Emmanuel Macron non ha accelerato il suo ritorno dal suo mini tour europeo (Germania prima e Belgio in seguito) per esprimersi in merito alle manifestazioni, lasciando l'incombenza al ministro degli interni Christophe Castaner e al primo ministro Edouard Philippe, entrambi fallimentari nella gestione della crescente crisi.
Pressati dalle continue manifestazioni, i rappresentanti del governo decidono quindi di annunciare una moratoria (una messa in pausa) che rimanderà di sei mesi l'aumento dei prezzi dei carburanti.

Da sottolineare come la sospensione di sei mesi non sia del tutto casuale, dato che Giugno 2019 si pone giusto in coda ai risultati delle elezioni per il parlamento europeo. Una mossa che sembra studiata per lasciarsi il tempo di riguadagnare consensi, per poi applicare i rincari una volta messi in cassaforte i risultati elettorali.
Direttiva che non solo arriva in ritardo, ma che dimostra come la classe politica non abbia compreso il motore alla base di questo movimento.

la Francia ha una grande tradizione
di scioperi e manifestazioni
Se è pur vero che l'evento scatenante è stato l'aumento dei prezzi dei carburanti, quasi istantaneamente i Gilets Jaunes hanno catalizzato tutto un insieme di rivendicazioni e malcontenti che coprono uno spettro molto ampio.
Questo primo anno e mezzo di governo Macron ha inasprito le tensioni di classe.

Tanto per cominciare la finta maschera dell'ecologia, che dovrebbe giustificare l'aumento dei prezzi della benzina e il conseguente calo dei consumi, è caduto immediatamente per il mancato rincaro dei prezzi del kerosene, e degli altri combustibili, usati dalle navi mercantili e dagli aerei, che rappresentano la grossa fetta dell'inquinamento da carburanti.
Facendo dunque pagare ai più vulnerabili il prezzo della transizione ecologica.
Diversi analisti hanno poi suggerito, ma non sono riuscito a ritrovare le fonti, che si dovessero alzare le tasse sulla benzina proprio perché i consumi erano già diminuiti sensibilmente e di conseguenza anche gli incassi.

Proseguendo nelle manovre impopolari del governo c'è la riforma dell'ISF, l'imposta sulle ricchezze, che toglie dall'imponibile le somme investite nella finanza, lasciando solo gli immobili.
Questa manovra, molto criticata, insieme alla Flat Tax sulle rendite dei capitali, sono state giustamente recepite come agevolazioni per le classi più abbienti.
Successivamente si possono elencare la soppressione della Exit Tax per il 2019, la tassa che doveva combattere l'ottimizzazione fiscale (quella che un tempo si chiamava evasione), tassando le plusvalenze delle ricchezze che si spostano dalla Francia verso l'estero (cioè verso regimi fiscali più accomodanti).
Tutta una serie di motivi che hanno fatto guadagnare a Macron l'appellativo di "Presidente dei ricchi".

La questione della benzina è dunque solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Tra le rivendicazioni che si possono ascoltare nei cortei di manifestanti (qui, qui e qui) ci sono il costo della vita, la lotta alla disoccupazione, le politiche migratorie, l'entrata in vigore del referendum popolare costituzionale, la legittimità del presidente e dell'assemblea nazionale, l'innalzamento dell'età pensionabile ecc ecc
E' evidente che si tratti di un movimento caotico e disordinato, ma la sua forza è proprio nell'impossibilità di inquadrarlo dato che nasce al di fuori dei sindacati e dei partiti politici, e le manifestazioni non sono registrate in nessuna prefettura.

I media ufficiali, dal canto loro, nella usuale collaborazione con il potere cercano di delegittimare il moto popolare etichettandolo con tutto quello che può essere considerato inaccettabile, riportando fatti errati, incompleti o selezionando semplicemente gli episodi peggiori.
Dall'altra parte la risposta sui social non si è fatta attendere: in un epoca in cui ogni persona ha un cellulare con una telecamera ed una connessione internet, la manipolazione mediatica ha vita breve, e ad ogni menzogna è stato fornito un "controcampo" per mostrare la realtà.

In questo clima di lotta tra le informazioni, casca a fagiolo il vaglio al parlamento Francese della Legge Anti Fake News (20 Novembre) che, in maniera del tutto prevedibile, fornisce gli strumenti per censurare tutti gli organi di contro informazione e di informazione alternativa.
A questo si aggiunge il dispiego di autoveicoli blindati per la polizia, giusto per accompagnare la repressione ideologica alla repressione fisica, polizia che già è stata colta in fallo per aver infiltrato dei propri uomini all'interno dei Gilets Jaunes con lo scopo di alimentare il vandalismo.

Un poster di propaganda del regime collaborazionista di Vichy (1942)
Ironicamente "En marche", in marcia, è anche il nome del
partito del presidente Macron, e lo slogan "contro il bolscevismo"
sembra rimanere attuale.
Inutile dire che ridurre la questione ad una sommossa popolare emersa esclusivamente per il rincaro della benzina, è quantomeno disonesto da parte di chiunque si occupi di informazione.
Citerò comunque me stesso, in una risposta su Facebook, commentando il post di un rinomato artista che ha indugiato in una riflessione imprecisa sulla situazione:

"(...) lascia erroneamente intendere che i francesi si siano mobilitati esclusivamente sulla base del costo di un bene di consumo, una sorta di ira del popolo becero che sonnecchia sulle cose importanti ma quando gli si tocca il passatempo urla. Ma la benzina non è un bene di consumo, la gente non si paga il pieno per andare a fare le sgommate nei parcheggi, è un elemento indispensabile per andare a lavorare ed adempire a tutti gli impegni della quotidianità."

Certo la guerra tra le informazioni, la guerra tra le istituzioni e i cittadini, la guerra tra i ricchi e i poveri, ma almeno tra noi evitiamo di denigrare i nostri vicini di casa giustamente in collera, perché non abbiamo bisogno di aggiungere alla lista di conflitti anche la guerra tra i popoli.

questo articolo è stato scritto ascoltando

Louis Cole - Time (2018)

No comments:

Post a Comment

avevi dunque proprio voglia di rompere i coglioni quindi

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...