Thursday, 16 February 2017

Palme in Duomo: choose your own adventure

nuff said
Esteticamente Milano è nel migliore dei casi anonima, nel peggiore agghiacciante.
Quanto fa cagare Corso Como? Quanto sono orrendi i ponti del naviglio pavese? Per non parlare dei giardini di Porta Venezia che d'inverno sembrano lo sfondo di un film est europeo, con l'anziano canuto e il suo vecchio pony tristissimo che non si incula nessuno perché i bambini di cinque anni ora hanno lo smartphone e danno la caccia ai pokemon.
Però i milanesi veri sono fieri di questo squallore dai toni grigio e giallo Milano (quella pisciata paglierina di intonaco si chiama davvero così), perché è il colore che si confà all'efficienza e alla puntualità, alle cravatte infilate nelle fessure delle camicie durante la pausa pranzo e ai vagoni della metropolitana ricolmi di gente che riesce a non incrociare mai lo sguardo di nessun altro passeggero.
Milano corre, non ha tempo per le frivolezze dell'estetica urbana.

Così questa mossa "delle palme in Duomo" ha colto tutti alla sprovvista.
Le male lingue già puntano il dito al meticciamento, all'invasione di meridionali che ha fatto lentamente sparire le popolazioni autoctone dal capoluogo lombardo.
Ci hanno raggirato con le loro burrate e le loro cassatelle, ci hanno insidiato con le loro voluttuose femmine dal seno abbondante e dall'accento insopportabile ... ed ora è troppo tardi, erigono palme davanti al Dom, come obelischi della vittoria, come sacri menhir tropicali.

Ma io non ascolto questo berciare del volgo, credo invece si tratti nuovamente dell'italico bivio, il dualismo fallimentare che da sempre ci accompagna.

Il primo scenario è quello della piccola corruzione.
Luigi lavora al comune di Milano, urbanistica assortita, un ruolo indefinito dietro il quale si cela una certa libertà di azione poiché nessuno è davvero capace di comprendere di cosa si tratta.
Un'aiula qui, un marciapiede là, Luigi gestisce pagamenti e vaglia progetti di minore entità, però negli anni ha messo da parte una sommetta facendo le creste sui costi, addebitando tante piccole somme di poco valore alla voce "consulenza".
Massimo, il commercialista di Luigi è a conoscenza di queste entrate e, senza formulare una vera e propria minaccia, chiede a quest'ultimo di far acquistare dal comune un lotto di palme di cui deve sbarazzarsi.
Il lotto di palme è di proprietà di Cosimo, fratello della moglie di Massimo, che lavora in polizia e traffica in beni sequestrati durante le retate. Quel genere di beni che ovviamente, tra il luogo del sequestro e i magazzini della polizia, perdono pezzi per strada.
Cosimo è venuto a sapere della relazione extraconiugale che suo cognato Massimo intrattiene con la badante slovena del padre.
Questa volta la minaccia è chiara.

Così Luigi freneticamente cerca un piccolo parco in periferia, qualche area verde sperduta in cui far piantare le palme senza dare troppo nell'occhio.
Ma niente, il tempo passa, Cosimo fa pressioni a Massimo, Massimo fa pressioni a Luigi, quest'ultimo si fa prendere dal panico e inserisce il lotto di piante nel primo cantiere libero.

Grande è stata la sorpresa del geometra Carugati quando nel primo pomeriggio, uscendo dalla metro rossa, ha notato le cime delle palme fare capolino giusto dietro la statua equestre di Vittorio Emanuele II.
Ovviamente gli operai dell'azienda polacca non si sono posti nessuna domanda e hanno piantato il tutto efficientemente, a costi molto vantaggiosi, si ringrazia l'unione europea con tanti saluti del fisco polacco.
Il geometra Carugati ricontrolla le sue carte, tutto è stato firmato e controfirmato da diversi supervisori e responsabili, forse nella confusione, o nella distrazione.

Parte la telefonata, segue il meeting.
Annullare tutto costerebbe troppo, e poi i cittadini hanno già visto le palme, preso foto, sui social impazzano i commenti.
Viene presa la decisione di mantenere l'aplomb e tirare dritto.
Annuncio dai toni altisonanti dell'assessore: "Inizia il restyling di Milano".

Il secondo scenario è quello del design.
"Serve un colpo di nuovo, dobbiamo dare un segnale forte. Lunedì prossimo voglio sulla mia scrivania dei progetti per piazza Duomo, figa!"
Qualcuno ha sottoposto un progetto con le palme, qualcuno ha pensato che fosse un'idea della madonna, qualcun'altro ha confermato la bontà dell'intuizione ed in ultimo qualcuno ha deciso di attuarlo.
Annuncio dai toni altisonanti dell'assessore: "Inizia il restyling di Milano".

Scegliete voi se preferite essere in un paese di disonesti o di designers coglioni.
Ebbafangule.

questo articolo è stato scritto ascoltando
Groove Armada - Vertigo (1999)

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avevi dunque proprio voglia di rompere i coglioni quindi

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