“No, non scendo alla prossima”, un mio amico voleva farselo scrivere sul retro di una maglietta.
Si, conosco persone straordinarie. Si,
conosco persone che mal sopportano il prossimo.
Seleziono accuratamente le mie
amicizie.
Esiste, geneticamente, un'intolleranza reciproca, chiunque neghi questo fatto ha probabilmente dimenticato i suoi anni passati alle elementari.
Le elementari sono il posto con la più
alta concentrazione di neo-nazisti della nostra società.
Alle elementari qualsiasi dettaglio può
renderti automaticamente una minoranza indegna del secchiello dei
Lego, dal numero di lentiggini sul viso alla marca dell'astuccio.
Alle elementari vengono calpestati i più basilari tra i diritti umani come il libero accesso a zone che dovrebbero essere di tutti, o il diritto di parola.
Alle elementari vengono calpestati i più basilari tra i diritti umani come il libero accesso a zone che dovrebbero essere di tutti, o il diritto di parola.
Mi chiedo in effetti come nessun
attivista politico, dotato di borsello, abbia ancora organizzato
un'indignata manifestazione con annessa raccolta firme. E qualche
gigantografia con il dettaglio degli occhi tristi.
Nessuno ti prepara a questo dramma, ma
intimamente qualcosa ti avverte, i tuoi sensi pizzicano. Come le
mutande dell'uomo ragno. E il primo giorno che ti portano alle
elementari, infatti, piangi come una fontana ancora prima di essere
entrato e vedere cosa ti aspetta.
Non dovremmo mai sottovalutare il
nostro istinto.
Come quella volta che tentai di stare in equilibrio sul filo spinato che costeggiava un lato della proprietà di mio nonno nella campagna transalpina.
Come quella volta che tentai di stare in equilibrio sul filo spinato che costeggiava un lato della proprietà di mio nonno nella campagna transalpina.
Una voce mi diceva che c'era qualcosa
di sbagliato. Un metro più in basso e con parecchio sangue in meno
scoprii che la voce in questione era quella di mia nonna.
Storia vera.
Ho la cicatrice.
Storia vera.
Ho la cicatrice.
Quella cicatrice è stata la mia salvezza alle elementari. Almeno per una settimana.
Era ben visibile e percorreva gran parte del mio braccio sinistro, formando un'elegante mezza luna che circondava il mio gomito. Mi sentivo come un guerriero.
Mentii spudoratamente sulla maniera in cui mi ero procurato la suddetta ferita mortale.
Non ricordo nitidamente di aver
mentito, ma sono abbastanza sicuro di averlo fatto. Chi, a sette
anni, non lo avrebbe fatto?
Qualunque cosa tra un cane feroce e un dinosauro potrebbe essere entrata nelle cronache della ferita sul braccio. Con una leggera propensione verso il dinosauro.
Qualunque cosa tra un cane feroce e un dinosauro potrebbe essere entrata nelle cronache della ferita sul braccio. Con una leggera propensione verso il dinosauro.
Portai magliette a maniche corte fino a quando il clima me lo permise. E oltre.
Ma la verità è che la gloria finì la
settimana dopo, quando ad un mio compagno di classe venne regalato un
nuovissimo videogioco portatile.
In quel momento tornai a far parte
della mia personale minoranza di mezzo francesi, troppo alti, troppo
magri e con un nome strano.
L'estate dopo guardai al filo spinato
con malsano desiderio.
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avevi dunque proprio voglia di rompere i coglioni quindi